West Nile, un caso sospetto a Firenze.

Il virus del Nilo occidentale è una febbre molto pericolosa per l’uomo, trasmessa dalla zanzara Culex, come riconoscerne i sintomi e correre ai ripari?

Il virus West Nile, dove è diffuso?

Il virus West Nile, detto anche febbre del Nilo Occidentale, è un virus trasmesso dalla zanzara Culex, isolato per la prima volta nel 1937, in Uganda.
Con la progressiva diffusione di questa specie di zanzara, il virus, in poco meno di un secolo, è stato riscontrato anche in Europa, Australia, America e Asia occidentale.

Come si contrae?

Sebbene il serbatoio di incubazione del virus sia negli uccelli, le punture delle zanzare Culex sono il vettore di contagio per l’uomo per eccellenza. Non è una febbre contagiosa da uomo a uomo, ma presuppone come intermediario necessariamente l’animale. La febbre del West Nile, tra l’altro, può essere contratta anche da altri mammiferi, specialmente cavalli e animali domestici.

Che sintomi ha la West Nile?

L’incubazione del virus può variare, anche a seconda dello stato di salute della persona infetta, da due giorni a due settimane. Capita molto spesso che i sintomi della West Nile possano essere scambiati per un malanno stagionale oppure influenza, dato che, nella maggior parte dei casi, comportando febbre relativamente alta, mal di testa, nausea e vomito. Solo in alcuni casi questi sintomi sono accompagnate da sfoghi cutanei e arrossamento degli occhi.

Può essere mortale?

In rari casi, l’infezione da West Nile può provocare, soprattutto in soggetti sensibili come anziani e bambini, reazioni molto gravi, anche se i casi attestati sono 1 persona su 150 per sintomi gravi, mentre si attestano circa 1 persona su 1000 vittima di encefalite letale.

Un caso sospetto a Firenze

Il 27 Agosto di quest’anno all’ASL fiorentina è stato segnalato – benché non confermato – un caso di sospetta infezione da West Nile, di fatto accendendo nuovamente i riflettori su un argomento così delicato. Le zanzare, infatti, sono il Killer più pericoloso per l’essere umano, causando annualmente un numero di vittime più elevato di tutti i conflitti in atto al mondo (vuoi approfondire? Ne abbiamo parlato qui.)

La difesa? Come sempre sosteniamo la prevenzione!

Non esistendo ad oggi un vaccino efficace contro il contagio da West Nile, l’unico modo per evitare di contrarla è, appunto, la prevenzione. Oltre a seguire le linee guida dell’OMS, facendo particolare attenzione a evitare ristagni d’acqua che possono fungere da nido per le larve, la prevenzione più efficace – soprattutto per chi abita in contesti con molto verde domestico – è sicuramente quella professionale. Un sistema di disinfestazione a nebulizzazione, da questo punto di vista, si rivela essere una scelta sicura e ponderata, riducendo ad una percentuale molto bassa – praticamente innocua – la presenza di questi insetti e di conseguenza la possibilità di contagio anche a carico dei membri della famiglia più sensibili.

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