Tutti gli aspetti della vita della zanzara tigre

Capire come vive e si riproduce per saperla contrastare efficacemente La zanzara tigre è una specie indigena delle zone tropicali, ma si è facilmente adattata anche ai climi più freddi e meno umidi come il nostro, dove fortunatamente è attiva […]

Capire come vive e si riproduce per saperla contrastare efficacemente

La zanzara tigre è una specie indigena delle zone tropicali, ma si è facilmente adattata anche ai climi più freddi e meno umidi come il nostro, dove fortunatamente è attiva solo stagionalmente, da marzo a ottobre. Oltre ad essere vettore di numerose malattie come Dengue, Zika e Chikungunya, la sua pericolosità è anche ambientale, tanto che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura l’ha inserita tra le 100 specie invasive più dannose del mondo.

Ciclo Riproduttivo

Il ciclo vitale della zanzara tigre è piuttosto veloce e passa attraverso 4 fasi: uova, larva, pupa e zanzara adulta. La zanzara femmina (che come per le altre specie è l’unica a pungere) carica di sangue depone le uova in substrati umidi, che si riempiranno d’acqua solo successivamente. Le uova sono scure, grandi come granelli di sabbia e possono sopravvivere anche alla siccità e al freddo dell’inverno. Per schiudersi hanno bisogno di una temperatura superiore ai 14°C e devono essere completamente sommerse dall’acqua. Dalle uova fuoriescono poi le larve, che in poco tempo cresceranno fino a diventare pupe, che per metamorfosi diventeranno zanzare adulte. L’intero ciclo dura dai 6 ai 20 giorni e sarà tanto più rapido quanto più alta sarà la temperatura.

Habitat

I luoghi di riproduzione naturale della zanzara tigre sono buchi e fessure nel legno degli alberi, ma la sua flessibilità ecologica ha fatto in modo che trovasse un habitat ideale anche nelle aree urbane circondate da vegetazione, tra le foglie cadute a terra e soprattutto in piccoli contenitori e recipienti come i sottovasi ed altri oggetti lasciati all’aperto.

Buone pratiche da adottare

Le istituzioni locali hanno un ruolo molto importante a livello sia di sorveglianza che di sensibilizzazione, e devono occuparsi di monitorare le zone pubbliche in cui l’acqua ristagna, come fontane, aiuole e altri luoghi simili.

Tuttavia anche i cittadini possono efficacemente contribuire alla lotta adottando alcune semplici pratiche:

  • non abbandonare materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere acqua piovana;
  • eliminare l’acqua da sottovasi, annaffiatoi, bidoni, copertoni almeno ogni 6 giorni;
  • innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza ricorre a recipienti aperti;
  • Se si rende necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, coprirli con una di zanzariera, ben fissata e tesa;
  • pulire e trattare bene i vasi prima di riporli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di portare al riparo le piante durante l’inverno, infatti, è probabilmente una delle cause che generano in primavera una nuova diffusione delle zanzare tigre;
  • Introdurre pesci come le gambusie e i pesci rossi nelle vasche e nelle fontane dei giardini, che si ciberanno delle larve;
  • Disinfestare periodicamente il proprio giardino o le aree condominiali.

Diffusione e monitoraggio

Per prevedere il rischio di distribuzione della zanzara tigre si utilizzano vari modelli statistici. Uno dei più efficaci è chiamato “foresta stocastica” (random forest), che si basa sulla temperatura della superficie terrestre. Esistono anche modelli multicriterio che oltre alla temperatura, prendono in considerazione l’adattabilità della specie e le precipitazioni annuali. Grazie a queste tecniche gli esperti possono prevedere anche il numero di settimane necessarie per la schiusa delle uova svernate in primavera.

Per il monitoraggio in tempo reale invece, gli strumenti più diffusi sono le trappole per ovideposizione. Vengono posizionate in luoghi strategici e vengono controllate periodicamente (generalmente ogni 2 settimane) anche nei mesi invernali. Dall’analisi delle trappole si potrà agire in tempo prendendo le misure necessarie.

Fonti:

  • EpiCentro: Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica
  • Global Invasive Species Database (2018) Species profile: Aedes albopictus