SOS Malaria: perché difendersi dalle Zanzare Anofele

A differenza di quanto si pensa comunemente, la zanzara non è un insetto innocuo, ma in realtà è l’animale più letale del pianeta in quanto causa milioni di morti ogni anno trasmettendo virus e malattie pungendo le persone.

In particolare sono tre le specie che sono responsabili della diffusione di patologie, cioè la zanzara tigre, quelle del genere Aedes e quelle Anopheles. Chiamate comunemente anofele, possono trasmettere all’uomo oltre 20 differenti virus e sono ormai diffuse a livello mondiale. Ecco perché è possibile contrarre malattie di origine tropicale anche in maniera autoctona e senza aver lasciato il proprio Paese.

Le zanzare anofele e la malaria

Tra i principali vettori responsabili della trasmissione della malaria ci sono le zanzare anofele del tipo gambiae. Al giorno d’oggi questa malattia viene considerata limitata all’Africa, tuttavia si tende a dimenticare che era presente in maniera endemica anche negli Stati Uniti, in Asia e in Europa (Italia compresa) fino alla prima metà del Novecento quando vennero intraprese opere di bonifica delle aree paludose. Infatti questa specie vive soltanto in zone con acque stagnanti, acquitrini e paludi. Coperta di peluria scura (il colore va dal nero al marrone), si distingue per la presenza di macchie scagliose nere e bianche sulle ali e di palpi con una lunghezza pari a quella della proboscide. Inoltre gli esemplari si posano mantenendo l’addome rivolto verso l’alto invece che parallelamente alla superficie rispetto a quanto avviene con le zanzare normali. Le zanzare anofele hanno un ciclo vitale diviso in quattro fasi (uovo, larva, pupa e adulto), di cui solo l’ultimo viene trascorso in aria invece che nell’acqua. Durante l’inverno gli adulti entrano in ibernazione e si risvegliano in primavera. Le femmine sono già state fecondate l’autunno precedente, quindi devono subito nutrirsi di sangue per permettere alle uova di maturare per poi passare alla loro deposizione. I siti preferiti dalle zanzare anofele sono i laghi e gli stagni con una vegetazione acquatica abbondante, i corsi d’acqua dolce e le piscine. Tuttavia le uova possono essere deposte anche nei terreni irrigati, nelle paludi e negli specchi d’acqua salata a movimento lento, sia al sole che all’ombra. Infatti le femmine depongono fino a 200 uova passando in volo sulla superficie dell’acqua stagnante. A differenza di quanto accade per le altre zanzare, queste uova sono dotate di sacche d’aria che ne consentono il galleggiamento e la sopravvivenza anche per 28 giorni. Infatti la schiusa necessita di un periodo da 2 a 21 giorni a seconda della temperatura della zona. Le femmine di zanzara in natura vivono in genere 1-2 settimane e in questo arco di tempo producono migliaia di uova e, di conseguenza, devono avere vari pasti di sangue. Una volta che le uova si schiudono, le larve rimangono in acqua per nutrirsi di microrganismi, batteri e funghi. Rimangono parallele alla superficie dell’acqua e si muovono con movimenti ondulatori: per questo motivo sono conosciute anche con questo aggettivo. Le pupe invece presentano una forma arrotondata e sono soprannominate bicchieri, perché sembrano muoversi nell’acqua cadendovi attraverso. In 1-2 giorni maturano e diventano adulte. Durante questo periodo non mangiano, ma si limitano a respirare avvicinandosi alla superficie e usando delle apposite trombe. In tutto il mondo sono presenti 430 specie di zanzare appartenenti al genere Anopheles, tuttavia soltanto 30-40 di esse costituiscono il vettore per la diffusione di parassiti e malattie. Queste zanzare preferiscono nutrirsi del sangue dei mammiferi, quindi l’uomo rappresenta uno dei bersagli principali. Oltre a essere i principali trasmettitori della malaria, gli esemplari possono infettare le persone punte con il virus della febbre O’nyong’nyong. Infine costituiscono il vettore più importante della filariosi nei cani, facendo entrare nella circolazione sanguigna il nematode parassita Dirofilaria immitis quando si nutrono di sangue.

Come difendersi dalle zanzare anofele: le soluzioni disponibili

Anche se in molte zone (soprattutto in Europa e negli Stati Uniti) il parassita responsabile della malaria è stato debellato, la zanzara anofele è ancora presente nei Paesi dove questa malattia è stata eliminata. Di conseguenza esiste la possibilità che l’esistenza di questo insetto possa provocare una reintroduzione della malaria nelle aree dove non è più attiva da decenni. Si tratta di un elemento da non sottovalutare. Infatti gli esseri umani sono punti facilmente da questi insetti e ogni anno la malaria porta a oltre un milione di decessi. Ecco perché è preferibile mettere in atto soluzioni volte a contrastare l’attività delle zanzare anofele ed evitare che si verifichino delle vere e proprie infestazioni. Le strategie da realizzare devono essere studiate tenendo in considerazione le abitudini di queste specie. Innanzitutto le infestazioni sono legate alla presenza di acquitrini e acque stagnanti. Inoltre le zanzare risentono del calore: infatti sono attive all’alba, al tramonto e durante la notte. Alcune specie riposano all’aperto, altre al coperto, tuttavia tutte si riparano durante il giorno per evitare la disidratazione. Esistono vari sistemi che si possono adottare per difendersi dalle zanzare anofele, come zampironi, trappole specifiche e atomizzazioni periodiche, però sono gli impianti a nebulizzazione che garantiscono i migliori risultati. Comunque bisogna considerare il fatto che molto spesso le zanzare anofele hanno sviluppato una resistenza ai pesticidi e agli insetticidi a causa del loro eccessivo utilizzo in passato. Di conseguenza le sostanze chimiche non assicurano una disinfestazione completa e le modalità più efficaci prevedono modi alternativi. Ad esempio, l’azienda Izanz ha sviluppato modalità di disinfestazione basate sulla nebulizzazione di una soluzione di piretro per 2 minuti al giorno. Si tratta di una sostanza al 100% naturale, che quindi consente di evitare i problemi legati all’uso di elementi chimici e contro cui gli insetti non possono sviluppare una resistenza data dall’assuefazione. Ciò vale in particolare per la difesa degli ambienti verdi abitati oppure in prossimità di abitazioni. L’obiettivo è formare una barriera difensiva seguendo il principio della disinfestazione perimetrale che impedisce a nuovi esemplari di penetrare nell’area bonificata. Questa soluzione risulta essere un brevetto esclusivo Izarz: caratterizzato da costi contenuti, può essere adattato alle più disparate situazioni (piscine, giardini di varie dimensioni, gli spazi verdi degli alberghi, ristoranti all’aperto e parchi) ed è efficace contro tutti i ceppi di zanzare. Vengono installati sistemi a nebulizzazione applicando una disposizione tale da proteggere il perimetro dell’area da disinfestare, posizionando ugelli molto piccoli lungo la linea di confine a una distanza di 4,5 metri l’uno dall’altro. In secondo luogo la diffusione della soluzione di piretro riguarda soprattutto le zone d’ombra e il fogliame, così da togliere agli insetti il riparo durante il giorno. La centralina attiva automaticamente gli ugelli per spargere la miscela di acqua e piretro sotto forma di nebbia molto fine. L’impianto può essere personalizzato e risulta essere praticamente invisibile. La nebulizzazione della soluzione avviene all’alba e al tramonto (quando le zanzare anofele sono più attive) e ogni emissione dura solo 60-90 secondi.

Post suggeriti
0

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca