Riconoscere le zanzare: tipologie e punture

Le diverse specie di zanzare esistenti al mondo sono ben 3.550; di questo numero a dir poco spropositato, in Italia ne contiamo circa 60, sebbene le più comuni e fastidiose siano solamente poche varietà.

Le zanzare – tipologie più diffuse del nostro territorio

Sostanzialmente le diverse specie che scorrazzano sul territorio nazionale possono essere accomunate in tre grandi famiglie, conosciute coi nomi di Culex, Aedes e Anopheles, che si differenziano per abitudini e grado di aggressività degli esemplari che vi appartengono.
Se le Culex e le Anopheles sono insetti stanziali e particolarmente attivi nelle fasce orarie coincidenti con l’alba e il tramonto, le Aedes, cui appartengono le famigerate zanzare tigre e coreana, risultano decisamente più aggressive, poiché attive durante tutto il giorno e in grado di percorrere anche diversi chilometri per raggiungere le proprie prede.

Caratteristiche comuni delle zanzare – la prolificità e il bisogno di acqua e sangue

La caratteristica comune a tutte le specie resta la necessità di avere a disposizione acqua stagnante per la deposizione delle uova, e non parliamo necessariamente di un acquitrino o di una palude, poiché è stato ormai ampiamente dimostrato che anche un ristagno d’acqua in un sottovaso, o in una pluviale di gronda, possono costituire degli habitat perfetti per lo sviluppo delle zanzare.
In pochi millimetri d’acqua, pertanto, una femmina di ognuna delle famiglie sopra indicate, è in grado di deporre fino a 300 uova, per ciascun ciclo vitale della durata di 7 giorni. Calcolatrice alla mano, è sorprendente apprendere che un unico esemplare, nel corso degli 8 mesi in cui è attivo, può arrivare a procreare oltre 10.000 zanzare. 
Se consideriamo che la metà dei nuovi nati sia di sesso femminile, già alla seconda “generazione” ci troviamo di fronte ad un numero impressionante di uova, che supera abbondantemente i 48 milioni.

Riconoscere le zanzare – le caratteristiche delle diverse specie

Tra le zanzare più temibili che si aggirano nei nostri giardini, si annovera la zanzara tigre (Aedes albopictus). Già il nome è decisamente indicativo del carattere aggressivo di questo insetto, caratterizzato dal colore nero di base e da evidenti striature bianche diffuse soprattutto sul torace, sulle zampe e sulla testa.
Originaria del sud est asiatico, grazie al trasporto di merci nei quali era annidata o aveva deposto le uova, ha lasciato le foreste equatoriali per colonizzare quasi tutte le regioni a clima temperato del mondo. Le sue dimensioni variano dai 4 ai 10 millimetri e, sebbene sia più attiva al tramonto, punge in ogni ora del giorno, solitamente ad altezza di piedi e caviglie.
La zanzara tigre, in Italia, fa ormai concorrenza alla zanzara comune, il cui nome scientifico è “Culex pipiens”, di dimensioni più contenute e dal colorito che tende al marrone. Nata come varietà rurale e con la tendenza e vampirizzare gli uccelli, questa specie si è evoluta in una variante urbana, adattandosi perfettamente al microclima delle città e apprezzando il sangue umano.
L’adattamento ai sistemi urbani ne ha anche modificato le abitudini e le caratteristiche biologiche, tanto che, attualmente, la zanzara comune è attiva tutto l’anno ed è in grado di deporre le prime uova senza essersi preventivamente nutrita di sangue.
Con la definizione di zanzara di bosco, invece, si indica comunemente un insieme di diverse specie che vivono in habitat boschivi e nelle foreste, non necessariamente fluviali ed esotiche, dal momento che un ampio parco urbano, ricco di esemplari arborei, può rappresentare la dimora ideale di questi insetti.
Anche in questo caso abbiamo due gruppi dalle diverse caratteristiche: da una parte le zanzare che si sviluppano a seguito dell’aumento dell’umidità causato dallo scioglimento della neve o dalle piogge primaverili; dall’altro la varietà che sfrutta i piccoli ed occasionali ristagni d’acqua che frequentemente interessano le piante verdi.
Una varietà molto diffusa in Italia, in particolare nelle zone costiere e nelle regioni dove si pratica la risicoltura, come il Piemonte, è la zanzara di risaia; si tratta di una varietà in grado di spostarsi molto dal luogo in cui nasce, alla ricerca di ambienti favorevoli al suo sviluppo, che devono chiaramente presentarsi ricchi di acqua periodicamente stagnante.
Sebbene queste zanzare pungano solitamente all’aperto, il sovraffollamento delle colonie può anche indurle ad entrare in ambienti chiusi e sono decisamente moleste per animali domestici ed esseri umani. Si differenziano dalle altre specie per le bande chiare che ne ricoprono il corpo nei due versi, longitudinale e trasversale, tanto da apparire ricoperte da un disegno caratterizzato da piccole croci.
Molto simili nell’aspetto alle zanzare di risaia, sono le cosiddette zanzare alluvionali che, come le prime, sfruttano i periodici allagamenti dei campi per la deposizione delle uova. Tale attitudine determina, in concomitanza di fenomeni alluvionali, la formazione di popolazioni molto consistenti.
La zanzara migratrice, il cui nome scientifico è Coquillettidia richiardii, rappresenta l’incubo ricorrente degli abitanti della Versilia. Albergatori e ristoratori, in particolare, subiscono gli effetti deleteri degli attacchi di questi fastidiosi insetti, poiché molto spesso i clienti, accomodati all’aperto sperando di godere il fresco serale, abbandonano il tavolo e vanno via, maledicendo le zanzare.
La zanzara migratrice è una varietà caratteristica delle zone umide: le sue larve si attaccano saldamente ai fusti delle piante acquatiche, in attesa di un rapido sviluppo. 
Particolare attenzione deve essere rivolta alla zanzara della specie Aedes Aegipty, detta anche zanzara della febbre gialla, proprio a causa della sua predisposizione a trasmettere agenti virali. Ritenuta il vettore della dengue, della febbre gialla e della malattia nota come Zika, questa zanzara si riconosce per le zampe, caratterizzate da evidenti macchie bianche, e per un disegno a forma di lira ben in vista sul torace.
Originario dell’Africa, anche questo insetto, al pari della zanzara tigre, è stato accidentalmente esportato in tutte le regioni subtropicali mediante i trasporti marittimi e oggi abita tranquillamente nelle nostre città, dove cerca il sangue umano e si riproduce approfittando delle acque stagnanti occasionali.
La zanzara anofele conclude questo rapido excursus. Non si tratta di un’unica specie bensì di più varietà accomunate da determinate caratteristiche e spesso non distinguibili se non allo stato larvale. In genere sono scure e presentano zampe e proboscide molto lunghe, con tipiche macchie sulle ali, causate dalla presenza di scaglie di colore bruno. 
È facile riconoscerla dalla postura che assume quando punge poiché, a differenza delle altre specie, tiene l’addome rivolto con l’estremità posteriore verso l’alto. 
Da quello che abbiamo letto, emerge come la conoscenza approfondita delle abitudini e delle caratteristiche delle zanzare rappresenti il primo strumento per neutralizzarle e per mettere in atto un’efficace strategia di contenimento.
Dall’assunto in base al quale solo conoscendo il nemico lo si può sconfiggere, prende vita l’efficace attività disinfestante di aziende leader nel settore, tra le quali emerge Izanz, che sfrutta la profonda conoscenza dell’argomento, per offrire sistemi di protezione all’avanguardia.

Le punture sono sempre moleste – come difendersi dal morso delle zanzare

Appare evidente che, indipendentemente dalla specie e dalle abitudini, le zanzare sono moleste e le loro punture, nella migliore delle ipotesi, creano disagio e fastidio.
Pensare che il morso della zanzara possa essere un efficace vettore di virus e patologie importanti, deve farci ulteriormente riflettere sulla necessità di creare un adeguato sistema di difesa, a garanzia dell’incolumità nostra e dei nostri figli, troppo spesso bersagliati da questi insetti tanto voraci.
Una valida modalità di disinfestazione è quella perimetrale, del tipo proposto da Izanz, che riesce a tenere lontane, da casa e giardino, ogni tipo di zanzara, dalla comune alla tigre, dalla anofele alla temibile zanzara della febbre gialla.
Il sistema si basa sull’aspersione automatica, lungo il perimetro del giardino e nei suoi punti più delicati, di piccole dosi di piretrina, un insetticida naturale ed ecocompatibile ma valido ed efficace, in grado di uccidere le zanzare senza alcun effetto tossico sugli esseri umani, sulle piante, sugli insetti utili e sugli animali.
Il dispositivo di vaporizzazione viene programmato per funzionare all’alba e al tramonto, cioè proprio nelle ore in cui le zanzare sono più attive, per assicurare un intervento mirato all’eliminazione di questi fastidiosi insetti. 

Le costanti irrorazioni creano così una vera barriera protettiva che funge da scudo in grado di respingere l’attacco delle zanzare.

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