Modalità procedurali dell’impiego degli insetticidi per incrementarne l’efficacia tutelando l’ambiente

Utilizzo degli insetticidi tutelando l’ambiente Lo sviluppo delle resistenze agli insetticidi nelle zanzare per quanto prevedibile come evento, non lo è quanto al momento del suo verificarsi. Questo per le molte variabili implicate. Le resistenze si sviluppano in relazione al tipo di bersaglio nell’insetto della molecola dell’insetticida. Possono svilupparsi a livello del […]

Utilizzo degli insetticidi tutelando l’ambiente

Lo sviluppo delle resistenze agli insetticidi nelle zanzare per quanto prevedibile come evento, non lo è quanto al momento del suo verificarsi. Questo per le molte variabili implicate. Le resistenze si sviluppano in relazione al tipo di bersaglio nell’insetto della molecola dell’insetticida. Possono svilupparsi a livello del sistema nervoso, che è il bersaglio di insetticidi come le piretrine e i piretroidi di sintesi che sono gli insetticidi più in uso contro le zanzare per il loro minor impatto ambientale metabolizzare le molecole dell’insetticida con effetto di detossicazione o di bloccaggio.

Variazioni dei canali del sodio delle connessioni nervose possono produrre resistenze dovute al fatto che proprio quelle connessioni sono danneggiate dalla azione dell’insetticida con la conseguenza di disfunzioni delle sequenze nervose e, quindi, dei comportamenti vitali.

Si sono sviluppate resistenze al DDT, agli esteri fosforici, ai carbammati, ai piretroidi. Di conseguenza è di primaria importanza prevenire l’insorgenza, o il rafforzamento se presenti, di simili ostacoli alla difesa dalle zanzare, con particolare attenzione alla Aedes albopictus a alle patologie da essa veicolate.

Ricerche, sia in laboratorio che sul campo, sono state effettuate su resistenze sviluppate dalla Aedes aegypti, dalla Culex pipiens, da varietà di Anofeles, in aree del mondo dove esse sono portatrici di patologie gravi come la malaria tra altre, evidenziando la capacità di tali resistenze agli insetticidi. Al Phlebotomus papatasi è stata tributata minore attenzione quanto alla resistenza agli insetticidi per la loro minore presenza, anche se la loro pericolosità non è trascurabile essendo essi vettori di infezioni virali e di leishmaniosi, anch’esse una minaccia per umani ed animali.

La Aedes albopictus sembra finora avere trovato una forma di difesa dagli insetticidi dovuta alla sua sorprendente capacità di resistere ad avverse condizioni ambientali (per esempio le larve possono resistere in condizioni sfavorevoli per altre specie come mancanza di acqua e basse temperature in ambienti dove i predatori sono scarsi e non sono distribuiti insetticidi), alla loro forza competitiva nei confronti di altre specie genoma, che superano quelle delle varie specie di zanzare finora oggetto di ricerca, danno conto di questa loro forza adattiva e competitiva.

L’espansione della popolazione a sua volta dà conto della scarsa o nulla resistenza agli insetticidi finora osservata se si tiene presente che lo sviluppo di resistenze ha alti costi relativi alle condizioni ottimali di sopravvivenza individuale e della progenie. Come è stato osservato diversi conseguenti fattori danneggiano la naturale riproduzione in individui resistenti:

  1. riduzione della longevità particolarmente nelle femmine,
  2. riduzione del sangue ingerito, indispensabile fornitore di proteine per la formazione delle uova
  3. ovo-deposizione ritardata,
  4. maggior tempo occorrente per lo sviluppo delle larve,
  5. minore sopravvivenza delle uova,
  6. minor percentuale nella formazione delle pupe.

Queste osservazioni ci consentono di meglio comprendere il limitato sviluppo di resistenza delle Aedes albopictus in particolare alle piretrine e ai piretroidi, i più usati insetticidi: i pochi individui che le sviluppano sono in scarso numero percentuale e con propensione alla diminuzione in confronto con i non­ resistenti per la maggiore prolificità e lunghezza di vita. Questo, a maggior ragione, è il caso della invasione di nuovi territori disinfestati in misura minore. Queste due condizioni, l’aumento di numero e l’espansione in nuove aree ormai al limite,

esercitando una forte pressione sull’ambiente umano creano le condizioni perché si cada nella cosiddetta trappola dei pesticidi: l’uso incrementale di insetticidi induce l’insorgere di resistenze, queste a loro volta inducono all’impiego di maggiori quantità di insetticida che a loro volta causa incremento e diffusione delle resistenze, con la conseguenza di ottenere un ambiente con troppo insetticida e troppe zanzare.

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