L’Espanzione in Italia della zanzara “Tigre”, possibile verificarsi di resistenze agli insetticidi.

L’Espanzione in Italia della zanzara “Tigre” Un problema preminente nella difesa dalle infestazioni di zanzare, sia in aree urbane che non urbane, è il verificarsi di resistenze in questi insetti a vari tipi di insetticidi. Zanzare di varie specie hanno sviluppato notevoli resistenze in aree tropicali e sub-tropicali in Africa, […]

L’Espanzione in Italia della zanzara “Tigre”

Un problema preminente nella difesa dalle infestazioni di zanzare, sia in aree urbane che non urbane, è il verificarsi di resistenze in questi insetti a vari tipi di insetticidi. Zanzare di varie specie hanno sviluppato notevoli resistenze in aree tropicali e sub-tropicali in Africa, in Asia e nell’America centrale, oltre che negli Stati Uniti. In Europa, e in particolare in Italia, il fenomeno non ha ancora raggiunto livelli di guardia a causa, è ragionevole pensare, di un impiego meno massiccio di insetticidi. Ma è inevitabile che resistenze debbano verificarsi in tempi prossimi vista la dinamica espansiva di questi insetti e in particolare di una specie, la aedes lbopictus. Vi sono già alcuni segnali, per esempio le autoctone Culex pipiens hanno già mostrato resistenze agli insetticidi fosforganici. Il rapido ed apparentemente inevitabile diffondersi della Aedes albopictus, la cosiddetta zanzara tigre, pone ulteriormente il problema di un prossimo sviluppo di resistenze. Questa zanzara ha superato quanto a popolazione ed espansione altre specie, come la Culex pipiens una volta prevalente in Italia, o la Aedes aegypti, riducendo la loro presenza e invadendo larghe zone del territorio. Una spiegazione di questo fenomeno è data dalla elevata adattabilità a condizioni ambientali ostili, come scarsità di acqua o basse temperature, cui le uova possono resistere per lungo tempo. Un’altra interessante spiegazione è offerta da una ricerca che mostra una modalità di sopraffazione su un’altra specie concorrente: l’accoppiamento di maschi di Aedes albopictus con femmine di Aedes aegipty provoca la loro non fecondità.

L’accoppiamento tra maschi di Aedes aegypti e femmine di Aedes albopictus risulta viceversa molto minore. Questa asimmetria nell’accoppiamento interspecifico con interferenza riproduttiva favorisce, quindi, l’espansione territoriale e numerica della Aedes albopictus dovuta alla drastica caduta della capacità riproduttiva nelle femmine di Aedes aegypti. Questa ricerca offre una ulteriore comprensione della sorprendente invasione territoriale da parte della Aedes albopictus che, in conseguenza di questa sua straordinaria capacità adattiva ha pertanto incontrato in Europa e in Italia in particolare un favorevole ambiente, quantunque sia originaria. di foreste sud-orientali asiatiche.

Più in generale trova riconoscimento il principio del “dislocamento competitivo” interspecifico in nicchie territoriali che, per contiguità incrementale, finiscono per costituire territori ampi che, quindi, vengono invasi dalla specie più adattiva a spese di un’altra respinta in aree minori. Il rilievo attribuito a questa specie è dovuto, oltre che alla sua diffusione, al suo essere vettore di alcune malattie fino ad alcuni anni fa assenti in Europa, di provenienza tropicale e sub­ tropicale, come la chikungunya, la dengue o lo zika. Particolarmente attuale è il rischio che la chikungunya diventi malattia endemica, come fanno prevedere focolai segnalati in Italia con una accelerazione che richiede attenzione. Il Ministero della Salute Italiano ha confermato che l’Aedes albopictus è il vettore di questa malattia più potenzialmente attivo.

Il rapido incremento della popolazione di Aedes albopictus e delle aree territoriali invase, in Europa e ormai in quasi tutta l’Italia, e la sua forza competitiva costituiscono una minaccia che richiede un attento controllo, senza ovviamente trascurare la minaccia e il disagio, a volte intenso, prodotti da altre specie come la Aedes aegypti, la di recente immigrata Aedes koreicus, i vari ceppi di Culex.

Fonti:

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