Le madri in gravidanza che hanno avuto o hanno la febbre del Nilo occidentale possono contagiare il feto?

Quali danni può provocare il West Nile Virus ai neonati? Il rischio è basso, anche se ovviamente è preferibile non correrlo, se possibile. Negli Stati Uniti sono state condotte ricerche accurate ma con la riserva che madri portatrici sane del virus del Nilo occidentale, oltre […]

Quali danni può provocare il West Nile Virus ai neonati?

Il rischio è basso, anche se ovviamente è preferibile non correrlo, se possibile. Negli Stati Uniti sono state condotte ricerche accurate ma con la riserva che madri portatrici sane del virus del Nilo occidentale, oltre che inconsapevoli di esserlo, sfuggono alla casistica sanitaria e anche diagnostica. Anche una valutazione percentuale dei portatori sani di West Nile Virus sul totale della popolazione non può che essere troppo approssimata per essere attendibile.

Una ricerca molto accurata, svolta sugli anni 2003/2004 per gli USA da D.R. O’Leary ed altri  (Birth Outcomes Following West Nile Virus Infection of Pregnant Women, pubblicata sulla rivista Pediatrics, Marzo 2006, vol.117/3) ci informa che le conseguenze di una infezione da Virus del Nilo occidentale nella madre in gravidanza possono essere anche molto gravi.

La percentuale di danni gravi al neonato sul campione esaminato era del 10,6% mentre la probabilità media nelle nascite generali era del 5,5%. Per quanto non sempre attribuibile con certezza l’infezione nel neonato alla infezione presente nella madre (sono stati esaminati casi in cui dalla madre il virus non è passato al bambino) tuttavia la correlazione statistica  induce a fare molta attenzione alle possibilità di trasmissione del West Nile Virus dalle gestanti al feto.

Le malattie gravi rilevate sono: coartazione e bicuspidalità dell’aorta, sindrome di Dawn, encefaliti di varia natura, oltre a malformazioni come palatoschisi e dita soprannumerarie. Si può verificare morte neonatale.

Fortunatamente l’infezione virale può anche avere un decorso di gravità minore senza lasciare tracce.

Purtroppo non esistono vaccini né terapie specifiche contro il West Nile Virus.

La conclusione riguardante l’Italia è che, come in altri paesi, il Virus del Nilo Occidentale è presente anche tra noi in forma endemica anche non conclamata, con un numero di portatori sani imprecisato e quindi di madri in gravidanza che pur non manifestando i sintomi della malattia virale possono essere portatrici del virus.

Bisogna considerare dunque che per quanto la probabilità di trasmissione del virus dalla madre al bambino sia bassa, le conseguenze possono essere gravi. Un buon criterio di prudenza quindi è quello di esporre le gestanti a minori rischi possibili di contrarre il virus mediante prevenzione, che è quella di difenderle dalle punture di zanzare, gli insetti che sono il veicolo di trasmissione del virus e che quando pungono inoculano nel sangue la loro saliva infettata dal virus.

Fonti :