La temibile zanzara migratrice

La temibile zanzara migratrice. La Coquillettidia richiardii, nota come la zanzara migratrice, rende la vita impossibile in vaste zone della Versilia. Ristoratori e albergatori disperati! I clienti si alzano dal tavolo e se ne vanno! La C. richiardii è una specie tipica delle zone umide naturali: le proprie larve si attaccano infatti […]

La temibile zanzara migratrice.

La Coquillettidia richiardii, nota come la zanzara migratrice, rende la vita impossibile in vaste zone della Versilia. Ristoratori e albergatori disperati! I clienti si alzano dal tavolo e se ne vanno! La C. richiardii è una specie tipica delle zone umide naturali: le proprie larve si attaccano infatti ai fusti di piante acquatiche (cannuccia, tifa) per lo svolgimento dei processi respiratori. A causa di questo stretto legame con la vegetazione, la zanzara non è in grado di svilupparsi nei focolai tipici delle specie urbane (canali privi di vegetazione e caditoie stradali). Si tratta di una specie univoltina (che compie un solo ciclo di sviluppo annuale), e sverna allo stadio preimmaginale in ambienti ricchi di vegetazione palustre costantemente allagata. Nella pianura della Versilia sono presenti diverse situazioni favorevoli alla Coquillettidia ma certamente il focolaio di maggior importanza per le aree ricadenti all’interno dei Comuni di Pietrasanta, Seravezza, Montignoso e Forte dei Marmi è quello del Lago di Porta.

Comportamento

La temibile zanzara migratriceIn situazioni localizzate e in caso di squilibri ecologici delle aree umide, si possono rilevare densità larvali elevate che sfociano in emergenze di rilievo, anche per i centri urbani: sfruttando i venti favorevoli, infatti, gli adulti si spostano con contingenti numerosi, talora anche per molti chilometri (almeno fino a 15 km).
I tradizionali metodi di lotta utilizzati in ambito urbano contro le forme larvali, non sono praticamente efficaci; in questo caso sono infatti necessarie conoscenze specifiche delle aree umide di riproduzione per studiare interventi mirati. La specie si inserisce comunque anche in biocenosi stabili, dividendo gli spazi vitali con altre specie acquatiche, anche antagoniste; le larve rimangono attaccate alle piante acquatiche e, sfruttando il loro mimetismo, sfuggono anche ai più comuni predatori acquatici.
Gli adulti sono reperibili di giorno facilmente sia in spazi aperti come le aree boscate e le siepi che nei ricoveri degli animali da corte, nelle stalle e nelle abitazioni rurali. Le alate si introducono in questi spazi chiusi alla ricerca del pasto di sangue e, in seguito, per sostare tranquillamente durante la maturazione delle uova. L’attività ectoparassitaria della specie ricade preferibilmente sui mammiferi, tra cui l’uomo, ma può essere praticata anche nei confronti degli uccelli e degli anfibi, molto frequenti nelle zone umide.
Le femmine adulte, mostrando anche una discreta endofilia, sono particolarmente attive dopo il tramonto per tutta la durata del crepuscolo e al mattino all’alba. La prima deposizione delle uova può avvenire anche in assenza del pasto di sangue, ma con una riduzione nella produzione pari al 50%.