Santa Rosa Vergine e le zanzare - iZanz

Disinfestazione zanzare miracolosa - E’ veramente miracoloso ciò che ci racconta di Santa Rosa Vergine del Perù Monsignor Pompeo Sarnelli nelle sue “Lettere ecclesiastiche”, pubblicate a Venezia nek 1716. “Essendosi lei ritirata in un eremitaggio in luogo acquidoso e ingombrato dagli alberi, che bollicava di una fastidiosa marmagliuola di zanzare, disse loro di non molestarla con le punture e i ronzii mentre meditava, essendo poi libere di fare quello che volevano, Altro che disinfestazione zanzare! Avvenne il prodigio, dice Monsignor Sarnelli, anche perchè “non ve n’ha più indocili, insolenti, implacabil bestiole” delle zanzare e prosegue con una pregnante descrizione di “questi quasi esseri, piccoli ma strepitosi, che assordano, corpicciuoli senza corpo, avidi di sangue umano”. Certamente mentre scriveva il Monsignore era assediato dalle zanzare perchè si dimentica di Santa Rosa e, magari avesse potuto fare una disinfestazione zanzare!, non poteva che sfogarsi contro quegli insettacci che “con odiosissima vispezza bisbigliano, all’improvviso sbattono le ali, danno nelle trombe, vi caricano addosso, velocissime vi tribolano, fuggono, proditorie nei morsi; fingono di andare per dove non vanno, insidiano, più occhiute nel buio, più stridule nel silenzio, folletti dell’aria, noia per chi dorme, spie del dispetto, tentazioni di impazienza a chi prega”.

Conclude Monsignor Sarnelli la risentita descrizione delle zanzare dicendo che dunque era stato un vero miracolo quello di Santa Rosa per avere addomesticato le zanzare che sono “bestiole così fastidiose, discole e sanguinarie” con una disinfestazione zanzare basata sulla persuasione. Ma con una perplessità: è più virtuoso ammansire le zanzare o sopportarle con pazienza? Senza possibilità di disinfestazione zanzare: a quei tempi questi insetti, creature peraltro di Dio, misterioso nel suo volere e nei suoi disegni, era possibile sopprimerli soltanto acchiappandoli al volo (riuscendoci), schiacciandoli sul muro, spiaccicandoseli sulla fronte, oppure appunto era inevitabile sopportarli con santa rassegnazione, sperando che quel tormento servisse a scontare qualche peccato più o meno veniale, a aprire la strada se non del Paradiso almeno a evitare quella dell’Inferno facendo una sosta in Purgatorio.