Sangue sintetico e lotta alle zanzare - iZanz

Conoscete il proverbio “non si può cavare sangue da una rapa?” Ebbene, quando si tratta di lotta alle zanzare possiamo metterlo almeno parzialmente in discussione, soprattutto grazie a un team di ricercatori svedesi.

Nel laboratorio di un’innovativa start up, infatti, è nato un sangue sintetico che ha come ingrediente principale il succo di barbabietola a cui vengono aggiunte la molecola del parassita della malaria che attira le zanzare e le tossine necessarie a eliminare questo fastidioso insetto.

Ogni anno, le zanzare causano la morte di oltre 700.000 persone, delle quali circa la metà a causa della trasmissione della malaria portata dalle specie tropicali di zanzare anofele (soprattutto dalla gambiae) e per cercare di combattere il fenomeno vengono utilizzati spesso pesticidi ad ampio raggio che vanno a colpire molte tipologie di insetti, riducendo sensibilmente la biodiversità dei luoghi. Senza contare che le zanzare dimostrano ogni giorno che passa un’elevata capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali, con un aumento significativo della resistenza agli insetticidi e una diversificazione delle strategie di caccia che rende strumenti come le zanzariere meno efficaci.

Secondo Lech Ignatowicz, direttore generale Molecular Attraction è possibile ridurre il rischio per gli altri animali con una vera e propria “bomba intelligente” che prende di mira solo le zanzare grazie all’impiego del sangue sintetico. Ad attirare questi insetti in maniera irresistibile è una sostanza chimica chiamata HMBPP, la cui presenza nel sangue aumenta in maniera significativa la spinta ad alimentarsi di molte specie di zanzara anche nel caso di soluzioni artificiali a base di piante come quella ottenuta a partire dal succo di barbabietola con pH neutro simile a quello del sangue.

Questo succo è facile da ottenere (soprattutto in Svezia dove questo ortaggio è molto diffuso) e il suo colore brillante è visibile nell’intestino delle zanzare, cosa che permette ai ricercatori di capire subito se gli insetti se ne siano davvero cibati.

Mescolando la molecola del parassita Plasmodium falciparum (uno dei responsabili della malaria) con il succo di barbabietola, le zanzare che se ne cibano sono in numero cinque volte maggiore e l’aggiunta delle giuste tossine permette di contare su un pesticida alternativo disponibile a costi limitati e che ha il pregio di andare a colpire solo le zanzare, senza intaccare ecosistemi ricchissimi di vita come quelli presenti nelle zone tropicali.

Oggi, i ricercatori sono al lavoro per adattare la loro idea a un uso più massiccio e commerciale, con la possibilità di sostituire il succo di barbabietola con quello di altre piante più immediatamente disponibili e meno costose nelle zone in cui la malaria è endemica e sperimentando anche l’idea di nebulizzare il prodotto direttamente sulle foglie dove le zanzare potranno posarsi per berlo.

Quest’ultima applicazione è molto simile a quella per il quale il nostro innovativo sistema iZanz è conosciuto per la sua capacità di eliminare questi fastidiosi insetti. Grazie agli appositi ugelli sistemati a quattro metri di distanza l’uno dall’altro è possibile creare un perimetro attorno al proprio giardino, nebulizzando due volte al giorno una piccola percentuale di insetticida a base di piretro o altri piretroidi degradabili alla luce solare sulle foglie e che agisce con il contatto diretto con zanzare e pappataci che si posano sulle foglie per riposare durante le ore più calde della giornata o la notte.