Quali specie di zanzare ci sono in Italia? - iZanz

Dove troviamo più zanzare in Italia? Lo so, siamo portati a dire ovunque siamo noi, ma in realtà esistono zone del nostro Paese in cui questi insetti sono particolarmente presenti a causa di particolari condizioni climatiche o morfologiche del territorio.

Le zone di distribuzione per la zanzara tigre

Il suo nome scientifico è Aedes albopictus, ma tutti noi la conosciamo ormai come zanzara tigre, una varietà purtroppo diffusa in tutto il mondo grazie alla grande plasticità ecologica della specie, ovvero, alla sua capacità di deporre uova che resistono al caldo e al freddo. Per questa ragione, dall’arrivo circa trent’anni fa si è diffusa su tutto il territorio italiano, dove sfrutta al meglio le più piccole quantità di acqua stagnante e la capacità di pungere un’ampia varietà di soggetti, tra cui gli esseri umani.

Nella sezione Epicentro dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) è possibile vedere la mappa (link a: https://www.epicentro.iss.it/zanzara/mappeEcdc) dell’attuale diffusione europea di questa specie di zanzara. Per l’Italia, l’insetto è universalmente diffuso e ha raggiunto oltre a Sardegna e Sicilia, anche Lampedusa e le isole di dimensioni minori. La presenza della zanzara tigre dipende molto dalle  temperature ed ecco, perciò, che quando il termometro è stabilmente attorno ai 25 gradi, l’insetto riesce a completare il proprio sviluppo in una settimana con significativi aumenti della popolazione totale.

Uno studio che riguarda l’Italia settentrionale ha mostrato un deciso aumento delle zanzare femmina tra maggio e settembre (con picco a fine di luglio), mentre nelle zone del Centro la massima frequenza si rileva nei periodi giugno-luglio e settembre-ottobre. Purtroppo, questa specie si trova decisamente bene in Italia tanto che si sta abituando alle nostre temperature e, in certe zone, riesce a rimanere attiva persino durante i mesi freddi.

Le zone di diffusione della zanzara comune in Italia

Accanto alla zanzara tigre, in Italia troviamo anche la specie Culex pipiens, ovvero la zanzara comune, dall’aspetto meno appariscente, ma dalla puntura altrettanto fastidiosa. A differenza dell’Aedes albopictus, questa specie ha abitudini notturne e la sua presenza è consolidata in tutta la penisola.

A fare la differenza sono i livelli diversi di infestazione che sono più elevati in alcune zone della pianura padana (ad esempio quelle in cui si coltiva il riso e dove l’insetto dispone di aree umide in cui depositare le proprie uova), il centro Italia e i territori costieri del sud e delle isole. Sfortunatamente, questa tipologia di zanzara sta diventando sempre più un rischio per la salute perché può essere portatrice di virus come il West Nile, diventato ormai presenza stabile nel nostro Paese.

Come proteggersi dalle zanzare?

Soprattutto nelle zone più infestate è fondamentale non abbassare la guardia e seguire le raccomandazioni del Ministero della Salute tra cui la protezione di case e appartamenti le tramite zanzariere. All’esterno dobbiamo fare molta attenzione alle zone di ristagno dell’acqua, eliminando sottovasi, ma anche pneumatici non più utilizzati e tutti quei contenitori che possono riempirsi durante le piogge.

I ristagni di acqua devono essere evitati anche nelle caditoie interne e nei tombini, chiudendo cisterne e pozzi con coperchi ermetici o zanzariere ben tese. Un grande aiuto, naturalmente, può venire dall’installazione del sistema anti zanzare iZanz che permette di controllare la proliferazione di questi insetti negli spazi verdi grazie alla nebulizzazione di insetticida per mezzo di ugelli nebulizzatori installati lungo il perimetro della proprietà o delle zone da proteggere.

La centralina spruzza una nebbia molto fine composta da acqua e piretrine o piretroidi a bassissima percentuale (99% acqua – 1% insetticida) che permette di eliminare per contatto le zanzare quando esse si posano sulle foglie delle piante alla ricerca di riparo. Per informazioni contattate lo 055 8792354 oppure visitate il sito www.izanz.com.