Le zanzare pungono solo determinate persone: Motivi e spiegazioni

Con l’arrivo dell’estate e l’innalzarsi delle temperature, inevitabilmente compaiono anche loro: le zanzare, quasi come dovessero adempiere ad una missione alla quale sono annualmente chiamate, vengono a disturbare le piacevoli serate all’aperto in compagnia degli amici, a rovinare le bucoliche passeggiate nel verde e, soprattutto, a rendere tristemente insonni le già afose notti estive.

Accompagnati da queste sgraditissime ospiti, ci ritroviamo così a trascorrere ore intere a grattarci furiosamente i bozzi lasciati dai loro morsi voraci oppure, e forse è anche peggio, a rotolarci tra le lenzuola bollenti mentre ci dimeniamo nel vano tentativo di farle desistere dal ronzarci a due centimetri dalle orecchie.

Le zanzare: male comune o solo per determinate persone?

Sebbene sembrino situazioni tratte dalle classiche rappresentazioni grafiche dei più temibili gironi danteschi, quanti si riconoscono nelle facce sconvolte dei dannati, dopo una notte trascorsa a maledire le zanzare?

Eppure una sorte così infausta sembra sia riservata ad un’ampia fetta della popolazione mondiale, ma non alla sua interezza; alcuni fortunati soggetti pare che vengano sistematicamente risparmiati da questo martirio stagionale. Sarà davvero fortuna o le zanzare, nella loro atavica sapienza, operano una ragionata selezione delle loro vittime?

Dai più recenti studi finalizzati alla liberazione dell’umanità da tale, fastidiosissima piaga, emerge che anche le zanzare abbiano delle preferenze, riuscendo assai abilmente ad individuare, già a notevole distanza, chi può rappresentare un appagante banchetto e chi, invece, può essere considerato appena accettabile, in tempo di carestia.

La zanzara non punge a caso ma seleziona il suo bersaglio

I fattori che guidano la zanzara nella scelta del “pasto” sono diversi. Cominciamo col dire che, nella differenza di genere, solamente la femmina si nutre di sangue, poiché ne ha necessità per la produzione delle uova; il maschio preferisce le sostanze zuccherine di origine vegetale che si trovano naturalmente su fiori e foglie, alla stregua delle api e delle vespe.

La femmina, quindi, per assicurare il giusto livello di nutrimento alla prole, deve alimentarsi di sostanze ad elevato contenuto proteico, come il sangue umano, dalle quali le uova prima, e le larve poi, troveranno il sostentamento per il loro equilibrato sviluppo.

Considerata l’elevata prolificità della zanzara, che è in grado di produrre da 100 a 500 uova per volta, e che per ogni puntura succhia una quantità di sangue pari al suo stesso peso, si capisce bene quanto alacre debba essere l’attività di questo insetto e quanti i fastidi sia in grado di arrecare a degli inermi esseri umani.

Il fenomenale naso della zanzara e la leggenda del sangue dolce

La leggenda metropolitana secondo la quale la zanzara preferisca il sangue dolce, potrebbe non essere poi così lontana dalla realtà. Sebbene non si abbiano certezze, infatti, pare che il gruppo 0 sia il prediletto da questi insetti, seguito dal gruppo A e solo per ultimo, se proprio non c’è altro, dal gruppo B. Nulla è dato sapere, al momento, sull’incidenza del fattore Rh sul gradimento del plasma.

La notevole sensibilità della zanzara nei confronti degli odori, le consente di percepire il segnale chimico che la nostra pelle secerne e che comunica le qualità del nostro sangue.

Altro segnale forte che riusciamo involontariamente a trasmettere al vorace insetto, riguarda l’anidride carbonica che espiriamo. Più ne produciamo, infatti, più risultiamo graditi ed appetibili. Anche in questo caso, la zanzara avverte la scia della preda a centinaia di metri di distanza, e non a caso pare particolarmente attratta dai soggetti che hanno un maggiore scambio anidride carbonica/ossigeno, vale a dire i soggetti in sovrappeso e le donne incinte. Questa caratteristica predilezione dovrebbe risparmiare i bambini dall’assalto indiscriminato delle loro proboscidi affamate.

Le nostre secrezioni, è risaputo, sono strettamente legate al regime alimentare che seguiamo e agli alimenti di cui ci nutriamo. Alcuni di questi ultimi pare siano particolarmente apprezzati anche dalle zanzare. L’alcol, ad esempio, ed in particolare la birra, il cui aroma trasuda in maniera per noi impercettibile dai pori della nostra epidermide, diventa per i piccoli vampiri volanti un richiamo al quale è impossibile resistere.

Altre sirene ammaliatrici sono gli ormoni, come gli steroidi o il colesterolo in alte concentrazioni, ma anche l’acido lattico prodotto dagli atleti dopo una performance sportiva, oppure l’acido urico e l’ammoniaca normalmente espulsi con il sudore.

Anche colori e batteri fanno la loro parte

A quanto pare la zanzara non si lascia guidare solo dall’olfatto nella scelta della sua preda. Sembra, infatti, che anche i colori del nostro abbigliamento possano influire sulle scelte alimentari di questi insetti.

I colori scuri, come il nero, rappresentano un invito a nozze con relativa apertura del banchetto nuziale. Analogo discorso per l’abbigliamento dai colori particolarmente accesi e vivaci. Le colonie batteriche che naturalmente si annidano sul nostro corpo, pure incidono nell’orientamento della zanzara. Pare che la dimostrata preferenza di queste ultime per piedi e caviglie si spieghi proprio per la compresenza, in sede, di colonie batteriche piuttosto nutrite.

Da non sottovalutare la temperatura corporea, che quanto più è alta tanto più è invitante. Anche la scia termica, infatti, diviene un fattore estremamente attrattivo per questi piccoli e ingordi insetti.

Come difendersi dall’indesiderato morso della zanzara

Se abbiamo scoperto, proprio leggendo queste righe, di rientrare a pieno titolo nel menù preferito delle zanzare, facciamocene una ragione e cerchiamo per tempo il sistema per liberarci da questo scomodo ruolo.

Di sistemi, repellenti o insetticidi, ce ne sono tanti, più o meno noti, più o meno efficienti. Una possibilità consiste nel mascherare gli odori appetibili con aromi che, invece, la zanzara rifugge. Citronella, geranio, incenso, possiedono profumazioni intense ed in grado di tenere lontane le moleste ospiti estive.

Negli ambienti aperti l’efficacia dei sistemi naturali è spesso di breve durata, e costringe all’acquisto continuo di prodotti da attivare ininterrottamente. Gli insetticidi chimici, di contro, sono decisamente più efficaci, ma la loro accertata tossicità si riflette inevitabilmente su tutte le specie viventi, compreso l’uomo.

Se parliamo, invece, di unguenti dal profumo intenso e aromatico, da utilizzare ogni volta che si esce all’aperto, rischiamo che, una volta spalmati sulla pelle, ci inducano a pensare che il rimedio sia peggiore del male.

Alternativa eccellente è rappresentata dal piretro, un insetticida assolutamente naturale che si ricava da una pianta di origine dalmata, così innocuo per l’uomo da rientrare tra i pochi prodotti ammessi perfino in agricoltura biologica.

Un sistema di nebulizzazione automatica di questo insetticida naturale, diretto esclusivamente a zanzare e insetti molesti, come quello proposto da Izanz, può rappresentare un’ottima alternativa a disinfestazioni selvagge che rischiano di eliminare ogni forma di vita dagli spazi aperti e dai giardini.

L’erogazione automatica che dura alcuni minuti, all’alba e al tramonto, salvaguarda gli insetti utili ed innocui come farfalle ed api e permette di godere il giardino in qualsiasi ora del giorno e della notte, dimenticando del tutto il problema rappresentato dalle zanzare e dal continuo ricorso ai repellenti.

La soluzione di Izanz trasforma il giardino in un’oasi di tranquillità anche quando questo è situato in mezzo a lotti non disinfestati. L’efficacia zanzaricida della piretrina naturale, utilizzata secondo un preciso disegno planimetrico che segue i confini del giardino e le aree naturalmente più esposte alla presenza degli insetti, garantisce estati serene e notti di riposo indisturbato.