Disinfestazione zanzare è giusta - iZanz

Disinfestazione zanzare è giusta perché le zanzare non hanno nessuna utilità per l’ambiente. Sono solo un assillo dannoso.

Questo sostengono A. Spelman e M D’Antonio nell’interessante libro “Mosquito”. Volano nella notte con l’aiuto delle stelle, percepiscono a distanza le differenze di calore, pensano con la pelle: cambiano direzione, aggrediscono e fuggono il pericolo in risposta a minimi cambiamenti nell’ambiente. La disinfestazione zanzare è giusta, è un atto che non deve alimentare sensi di colpa.Dicono Spelman e D’Antonio che le zanzare sono creature che servono solo a se stesse. Per esempio, non aereano il terreno scavandolo come le formiche o i vermi. Non sono importante e fonte essenziale di cibo per nessun animale. Non sono impollinatori delle piante come altri insetti, come le api. Non hanno alcuna funzione se non quella di perpetuare la propria specie. Invece sono tremendo veicoli di malattie gravi come la malaria e altre febbri mortali.

Le zanzare sono esclusivamente parassiti che affliggono anche la specie umana semplicemente riproducendosi e sopravvivendo. Disinfestazione zanzare è giusta e una necessità e una protezione ambientale contro la loro diffusione e la incredibile adattabilità a situazioni e ambienti diversi.

Nei Tropici, come nel freddo della tundra. Si sono adattate perfino sottoterra nelle metropolitane, a Londra, a Parigi, a New Youk. Una varietà di culex è diventata specifica dell’Underground londinese, dove disinfestazione zanzare è difficile. Fino dalla sua costruzione nell’800 si constatò la loro presenza. Attualmente esiste una varietà adattata al mondo sotterraneo e non a quello di superficie. Le pozze d’acqua nelle gallerie e i detriti presenti sono un ambiente favorevole dove la disinfestazione zanzare è di rara attuazione. attualmente le zanzare si diffondono costantemente ampliando le loro aree di presenza in particolare la zanzara tigre.Se disinfestazione zanzare è giusta lo è particolarmente nel caso della zanzara tigre, adottando i criteri valutativi di spelman e D’Antonio.