Quando sono nate le zanzare?

Quando sono nate le zanzare e come hanno fatto a diffondersi in tutto il mondo?

È nato prima l’uovo o la zanzara? Rivisitiamo un poco il celebre paradosso per parlare dell’arrivo sulla Terra di questo insetto, che ha accompagnato l’evoluzione dell’uomo e degli altri mammiferi.

Quando nasce la zanzara?

Per certi versi, la storia è ancora avvolta nel mistero anche se abbiamo a disposizione dei fossili di zanzara incastonati nell’ambra che sembrano risalire almeno a cento milioni di anni fa. In una roccia sedimentaria nel nord ovest del Montana è incastonata, invece, una zanzara vecchia “solo” di 46 milioni di anni, ma che ha una grandissima rilevanza in campo scientifico. Nel suo stomaco, infatti, sono visibili i resti di sangue che sono stati l’ultimo pasto dell’insetto e che dimostrano chiaramente come già da allora la dieta delle zanzare avesse bisogno di questo nutrimento.

In realtà, la presenza delle zanzare sulla Terra sarebbe molto più vecchia perché studi compiuti sul DNA mitocondriale mostrano come la frattura tra la specie Culicinae e i moscerini del tipo Drosophila sia avvenuta attorno a 273 milioni di anni fa nel periodo Permiano. Nel giurassico, invece, (qui parliamo di circa 180 milioni di anni fa), si è originata la scissione in due sottofamiglie distinte: zanzare Anophelinae e zanzare Culicinae.

Da quel momento l’insetto ha iniziato la sua colonizzazione degli spazi, per incrociare la storia degli esseri umani fin dalla loro comparsa sulla Terra tra 500.000 e 250.000 anni fa e trasmettendo loro fin da subito una serie di malattie.

Non sono pochi, infatti, gli studiosi che mettono in relazione il declino di antiche civiltà come quella greca proprio con la presenza delle zanzare. Come purtroppo sappiamo bene ancora oggi, questo insetto è il primo responsabile della malaria con 229 milioni di casi all’anno (fonte OMS 2020) e 400.000 morti e già in epoca antica poteva essere collegato alle febbri malariche che colpirono gli abitanti del Peloponneso e dell’Attica.

Anche l’Impero Romano ha avuto i suoi problemi con le zanzare e analisi del DNA su resti di sepolture di 2.000 anni fa hanno mostrato che la malaria era già assai presente lungo tutto il territorio italiano.

Dove sono nate le prime zanzare e come si sono diffuse?

Molti aspetti che interessano il loro luogo di origine esatto non sono affatto chiari e tutto quello che sappiamo riguarda le zanzare più “moderne”, che sarebbero comparse in Africa prima di diffondersi ovunque.

Per quanto riguarda la temibile Aedes aegypti un team di scienziati dell’Università di Yale ha condotto un’analisi genetica delle specie di zanzara presenti in Africa e in alcune zone dell’Oceano Indiano, scoprendo che zanzare simili in apparenza alle Aedes aegypti erano comparse in Madagascar e sulle isole dell’Oceano Indiano più di 7 milioni di anni fa.

L’idea è che le zanzare si siano mosse in una direttrice est-ovest, adattandosi a un clima più asciutto e imparando a nutrirsi del sangue delle popolazioni che vivevano nei villaggi dell’Africa occidentale, dove l’acqua veniva conservata in cisterne e contenitori per affrontare i periodi di maggiore siccità. Trasportate dagli schiavisti, queste zanzare potrebbero aver raggiunto anche le zone tropicali e sudtropicali del mondo.

Proprio i trasporti via nave sono stati la causa della diffusione delle zanzare anche in America dove sappiamo che hanno iniziato a diventare un vettore di malattie alla fine verso la fine del 1600 quando viene riportato uno dei primi casi di febbre gialla nella zona di Philadelphia.

Oggi come allora il trasporto di merci su lunghe distanze è una delle ragioni che facilitano la diffusione delle specie di zanzare in zone diverse da quella d’origine, tanto che anche l’Aedes albopictus potrebbe aver raggiunto il porto di Genova attraverso una nave che trasportava pneumatici.

Come difendersi dalle zanzare?

Adesso che sappiamo che le zanzare sono sempre state fedeli compagne della storia dell’uomo, è arrivato il momento di scoprire come liberarsene… almeno nei nostri giardini e spazi verdi. Accanto ai classici consigli come quello di evitare ristagni di acqua nei sottovasi e in contenitori non utilizzati così da ridurne la proliferazione, le soluzioni più permanenti come il sistema iZanz rappresentano un ottimo investimento.

Due nebulizzazioni al giorno di poco insetticida diluito in acqua all’1% permettono la diffusione mirata del prodotto sulle foglie e negli altri punti in cui le zanzare si posano per riposare e ripararsi dal sole. In questo modo creerete un perimetro difensivo che eliminerà fino al 95%