Come è andato il progetto con le zanzare OGM

Zanzare geneticamente modificate per combattere la diffusione di malattie: com’è andato il progetto?

Per chi si fosse perso la puntata precedente facciamo un piccolo riassunto: alcune varietà di zanzare stanno diventando sempre più un vettore di trasmissione di pericolose malattie tropicali come febbre gialla, zika, chikungunya o dengue e stanno colonizzando ampie zone anche della fascia temperata. È il caso, ad esempio, della Florida, dove negli ultimi anni si è assistito a una vera proliferazione della zanzara della specie Aedes aegypti, presente anche in Italia oltre che nel bacino del Mediterraneo.

Questa zanzara non resiste alle basse temperature, ma il cambiamento climatico ne sta favorendo una nuova diffusione anche grazie alla sua propensione a insediarsi in zone ad alta densità abitativa dove trova riparo per ovviare alle condizioni climatiche sfavorevoli. In Florida, la specie si è trovata particolarmente a proprio agio e per contrastarne la diffusione, all’inizio del mese di aprile del 2021, l’EPA ha autorizzato il rilascio di zanzare geneticamente modificate nella zona delle isole Keys.

Responsabile del progetto è Oxitec, azienda britannica specializzata in biotecnologie che ha rilasciato un tipo “speciale” di zanzara conosciuta con la sigla OX5043 fatta solo di insetti maschi alterati in laboratorio e capaci di trasmettere alla femmina un gene letale attraverso l’accoppiamento. L’idea è quella di ridurre in maniera progressiva il numero di esemplari femmina per limitare la trasmissione di malattie e ridurre anche la popolazione totale di insetti.

Com'è andato l’esperimento con le zanzare OGM?

Per avviare l’esperimento c’erano voluti quasi dieci anni, Questo a causa della resistenza della popolazione locale all’idea che una zanzara OGM finisse per diventare un danno maggiore di quello che avrebbe dovuto combattere, con scenari apocalittici per l’uomo e l’ambiente.

Dopo un anno, abbiamo i primi risultati dell’esperimento e che Oxitec ha definito incoraggianti, spiegando che gli insetti rilasciati si sono comportati esattamente nella maniera prevista. I ricercatori hanno scoperto che i maschi si sono spostati all’interno di un’area di circa un ettaro attorno alla scatola da cui sono usciti (la stessa distanza entro cui solitamente volano le zanzare della specie Aedes aegypti), accoppiandosi con le femmine presenti sul territorio.

A loro volta, le femmine hanno deposto le uova in una serie di scatole-trappola piazzate in un raggio di 400 metri, permettendo a Oxitec di raccoglierne oltre 22.000 e di portarle in laboratorio così da farle schiudere in un ambiente più adatto all’osservazione.

L'azienda ha riportato che tutte le femmine che hanno ereditato il gene letale sono morte prima di raggiungere lo stadio adulto (osservazione possibile grazie al fatto che gli insetti portatori del gene fossero fluorescenti sotto una determinata luce). Inoltre, ha scoperto che il gene killer permane nella popolazione selvatica per circa tre generazioni di zanzare prima di scomparire e che nessuna zanzara OGM aveva superato i 400 metri dal punto di rilascio persino dopo varie generazioni.

Si tratta, però, solo di un primo passo e l’azienda intende rilasciare un altro gruppo di zanzare a Visalia, in  California, dove sta costruendo un centro di ricerca e sviluppo. Passeranno molti anni, quindi, prima che questa promettente tecnologia possa davvero essere implementata su larga scala e diventi un metodo efficace per tenere sotto controllo la popolazione di zanzare responsabili di focolai di malattia.

Che cosa possiamo fare nel frattempo?

Se la soluzione definitiva al problema di questi fastidiosi insetti è ancora molto lontana, per difendere i nostri giardini e tornare a utilizzare gli spazi verdi, il sistema iZanz rappresenta un ottimo investimento per evitare la presenza delle zanzare. Per farlo crea una barriera difensiva attraverso la nebulizzazione due (o più) volte al giorno di una soluzione di piretroidi naturali disciolti in acqua (99% acqua – 1% insetticida),  servendosi di una serie di ugelli piazzati lungo un perimetro personalizzabile.

Le soluzioni iZanz possono essere adattate a giardini di tutte le dimensioni grazie a componenti e raccordi anche per siepi alte o pendenze.