Come si diffonde il Virus del Nilo

Dagli uccelli selvatici infetta l’uomo attraverso le zanzare Il Virus del Nilo è un arbovirus originario dell’Africa, è tra i virus più diffusi del mondo e provoca epidemie stagionali, con picchi di attività nei mesi estivi e autunnali. […]

Dagli uccelli selvatici infetta l’uomo attraverso le zanzare

Il Virus del Nilo è un arbovirus originario dell’Africa, è tra i virus più diffusi del mondo e provoca epidemie stagionali, con picchi di attività nei mesi estivi e autunnali. Nonostante per l’uomo sia letale solo in pochissimi casi, è molto importante non sottovalutarlo.

Trasmissione e ciclo vitale

La malattia non è trasmissibile da persona a persona ma necessita di un vettore. La quasi totalità delle infezioni infatti, avviene a causa dal morso delle zanzare, anche se in rarissime eventualità è dovuta a trasfusioni e trapianti con sangue infetto.

Il ciclo vitale del Virus del Nilo è mantenuto attraverso la trasmissione tra più di 200 tipi di uccelli selvatici, considerati un vero e proprio serbatoio. Passeri, merli, corvi e fringuelli infetti, vengono morsi dalle zanzare femmine, che per deporre le uova hanno bisogno delle proteine di un “pasto di sangue”. A questo punto le zanzare trasmettono per via trans-ovarica l’infezione alla progenie, che in primavera al momento della schiusa delle uova, sarà già infetta. Il ciclo si chiude quando uccelli in salute vengono punti, o si cibano a loro volta di zanzare-vettore. Proprio negli uccelli il virus può provocare morte improvvisa, che possiamo interpretare come evento sentinella e prendere in tempo precauzioni.

Dall’Africa al resto del mondo

Il primo West Nile Virus è stato isolato nella Regione del Nilo Occidentale in Uganda nel 1937, tra gli anni ‘60 e ‘80 si è diffuso in Asia, Europa e Medio Oriente, per poi approdare a New York nel 1999 e propagarsi in tutto il Nord America. Grazie a uno studio del 2017 dei ricercatori dell’Università di Milano, sappiamo che il Virus del Nilo è approdato in Italia dall’Ungheria intorno al 2008, nella valle centrale del Po. Da qui si è diffuso lungo il corso del fiume e dei suoi affluenti per centinaia di chilometri sia sull’asse est-ovest che nord-sud, anche grazie alle soste degli uccelli migratori.

Nel 2018 la trasmissione del Virus del Nilo Occidentale nel Sud-Est Europa è iniziata in anticipo rispetto agli anni precedenti. Il primo contagio umano confermato nel nostro Paese è del 16 giugno e, al 5 settembre 2018, sono stati segnalati 365 casi confermati. In particolare 148 casi di tipo neuro invasivo di cui 19 decessi.

Prevenzione e lotta ambientale

Data la vasta diffusione dell’infezione da Virus del Nilo c’è grande interesse sullo sviluppo di un vaccino, soprattutto da parte dell’Istituto Nazionale di Sanità Americano (NIH). I risultati però non saranno concreti prima di una decina di anni.

Il cardine della prevenzione rimane l’adozione di misure di protezione personale per evitare la puntura di zanzara, come repellenti cutanei e prodotti simili. È molto importante anche la lotta ambientale al vettore con l’utilizzo di larvicidi oltre alla disinfestazione delle zanzare adulte.

Fonti:

  • “West Nile disease: review of clinical features and risk factors associeated with severe disease” P. Salcuni, C. Rizzo (2011)
  • “Reconstructing the recent West Nile virus lineage 2 epidemic in Europe and Italy using discrete and continuous phylogeography “ Zehender G, Veo C, Ebranati E, Carta V, Rovida F, et al. (2017)
  • EpiCentro: Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica
  • “NIH-funded vaccine for West Nile virus enters human clinical trials” National Institute of Health News Release